Regole nel percorso educativo

Sono indispensabili per garantire ad un figlio una crescita serena ed equilibrata. Ma per essere veramente efficaci richiedono convinzione, coerenza e condivisione
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25 novembre 2020

QUALI REGOLE NEL PERCORSO EDUCATIVO
Il percorso educativo rappresenta un naturale, complesso, entusiasmante percorso affettivo e culturale che è il prodotto di un'interazione tra la coppia genitoriale e i figli.
Quando si diventa genitori si può riproporre, spesso inconsapevolmente, il modello di percorso educativo (condiviso o criticato) rappresentato dai propri genitori. Ciascun genitore porta infatti all'interno della coppia molti aspetti della propria storia personale.
L'educazione impartita ad un bambino è il frutto, infatti, di due culture, di due visioni di vita, di due ideali, che si sono formati durante l'intero sviluppo e, che ora nel nuovo stato di genitorialità, si dovranno confrontare e mediare.
È un processo non facile. Il primo figlio di solito è quello che risente di più di questo processo messo in atto dai genitori. Gli altri figli, a seguire, si avvantaggiano, in qualche modo, della esperienza fatta con il percorso educativo sperimentato dal primogenito e della sicurezza acquisita nel ruolo genitoriale.

PERCHÈ LE REGOLE SONO NECESSARIE
Le regole del percorso educativo rappresentano un importante strumento di rassicurazione e di indirizzo, necessario ad uno sviluppo sano ed equilibrato: esse consentono al bambino di poter avere dei riferimenti precisi. Riferimenti ai quali può aderire o opporsi attraverso un susseguirsi di scelte che pian piano costituiranno le basi della sua identità e della sua sicurezza.
La confusione generata da un percorso educativo non coerente con comportamenti contraddittori da parte dei genitori può essere causa di una alterazione della percezione e condivisione non solo delle regole ma anche dei valori che stanno alla base delle regole.
Infatti, nell'impartire una regola, è importante che il genitore, anche precocemente,  motivi con pacatezza la ragione per cui ci si aspetta un determinato comportamento che contribuisce al benessere della famiglia e più tardi della vita sociale con l'assunzione di compiti e responsabilità.
Ad esempio, nella regola di mettere in ordine la propria stanza sono inclusi significati che riguardano la graduale assunzione di responsabilità, quale segno di crescita e di valore all'interno della famiglia.
Il bambino senza regole è un bambino confuso che finisce per non avere più nei genitori un punto di riferimento, che si chiude al dialogo ed è facilmente influenzabile dalle sollecitazioni che vengono dall'esterno.

COSA BISOGNA EVITARE
Quando introducono regole, molte volte i genitori tendono ad avere un atteggiamento incostante che è fonte di confusione per il bambino. Sicuramente dovrebbero non eccedere nei "no" e nelle imposizioni perché finirebbero per svalutare e mettere tutti i comportamenti su uno stesso piano. In realtà, si dovrebbero individuare quei principi (pochi) ritenuti fondamentali per l'educazione del proprio figlio e proporli di comune accordo nel percorso educativo.
È importante la condivisione, all'interno della coppia, nell'introdurre regole e comportamenti per evitare che,inevitabilmente, le regole vengano invalidate dal genitore che non le condivide.
È altrettanto importante che i genitori siano convinti dell'importanza delle regole e che le mettano in pratica per primi: i bambini sono molto sensibili nel rilevare quando i genitori non rispettano determinate norme che invece vengono loro imposte.
L'esperienza clinica evidenzia come una delle cause della non comunicazione tra genitori e figli sia dovuta all'incoerenza del percorso educativo, al mancato confronto e accordo tra i genitori e alla scarsa attenzione nell'inviare messaggi chiari e non ambigui.

QUANDO INIZIARE
Quando i bambini sono molto piccoli, sono loro a dettare le regole alle quali giustamente e necessariamente i genitori devono aderire. Partendo da quelle (mangiare, dormire, lavarsi etc.) si può iniziare un po' alla volta presentando al bambino le "regole degli adulti" in modo sereno e allegro e mostrando soddisfazione e compiacimento per i suoi progressi. Gli si trasmetteranno così fiducia, conferme e una spinta alla crescita.

LE REGOLE SI POSSONO CONTRATTARE?
Alcune sì, altre assolutamente no. La contrattazione non deve avere un carattere ricattatorio, ma un riconoscimento delle ragioni offerte dal bambino o dal ragazzo: è possibile cioè modificare momentaneamente o stabilmente la regola. Per altre regole del percorso educativo il bambino dovrà tollerare la frustrazione di dovervi aderire senza condividerle.
È importante che il figlio abbia sempre presente che la regola non è un'imposizione di volontà arbitraria, ma un limite definito e necessario al benessere comune.

REGOLE INFRANTE: COME INTERVENIRE
La trasgressione delle regole del percorso educativo va intesa come una provocazione e un segnale di richiesta di attenzione da parte del bambino, spesso difficile da riconoscere e capire. Per questo è importante dare spazio all'ascolto e alle motivazioni prima di intervenire con i rimproveri e colpevolizzazioni.
Quando c'è un'assoluta difficoltà a far rispettare le regole occorre trovare un momento sereno di colloquio tra genitori e figli in cui si possa riflettere sui fatti accaduti, perché sono accaduti, e su cosa non sta funzionando nella dinamica familiare.
Qualora il problema non si risolva e lo stato di sofferenza di genitori e figli perduri e aumenti, è opportuno consultare uno specialista che possa favorire il ritorno ad una comunicazione fluida ed affettivamente efficace.


Unità Operativa di Psicologia Clinica
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