Inserimento del bambino nella scuola primaria

È un passaggio importante nella vita del piccolo e richiede quindi impegno e attenzione. Ecco come facilitarlo e come aiutare il bambino a superare le possibili difficoltà iniziali
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11 novembre 2020

L'INGRESSO NELLA SCUOLA PRIMARIA
L'ingresso nella scuola primaria coincide per il bambino con il completamento di un processo di sviluppo che gli consente il passaggio da un mondo infantile ad una realtà governata da regole condivise in cui dovrà compiere uno sforzo di adattamento, adeguandosi a ciò che la realtà gli richiede. Per poter affrontare con facilità l'inserimento nella scuola primaria, il bambino deve possedere un bagaglio di competenze tra cui:

- Un'adeguata capacità motoria;
- Capacità di coordinazione visiva e motoria;
- Adeguate capacità visive e uditive;
- Padronanza del linguaggio, sia in comprensione che in espressione;
- Capacità di prestare e mantenere l'attenzione;
- Capacità di elaborare i simboli.

Il bambino dovrà inoltre essere in grado di entrare in relazione con i coetanei e compagni di classe, riconoscendo e rispettando le regole del gruppo.
In sintesi, il bambino deve essere capace di integrare gli aspetti cognitivi, emotivi e sociali. È molto importante, soprattutto nei casi in cui l'inserimento nella scuola primaria sia anticipato a 5 anni di età, che nell'ultimo anno di scuola dell'infanzia i bambini siano stati facilitati verso l'acquisizione delle competenze necessarie tramite attività propedeutiche ed esercizi di preparazione all'ingresso nella scuola primaria.

COME SI MANIFESTANO LE DIFFICOLTÀ DI INSERIMENTO NELLA SCUOLA PRIMARIA
Spesso i bambini possono presentare difficoltà nell'adattarsi alla nuova situazione. Manifestazioni di ansia (risvegli notturni, enuresi, tic, etc.) sono molto frequenti, in genere transitorie e non devono allarmare. Tendono a risolversi spontaneamente quando il bambino acquisisce sicurezza nella nuova situazione. A volte manifestazioni persistenti possono essere indicative di un disagio più profondo le cui cause sono legate in genere a difficoltà di sviluppo o a difficoltà di relazione. In ogni caso, di fronte alle difficoltà occorre parlarne, sia tra i genitori che con gli insegnanti, e collaborare al fine di comprenderle. 
È inoltre molto importante verificare che non siano presenti difficoltà neuropsicologiche non riconosciute che, impedendo al bambino di apprendere con facilità, generano in lui ansia e la tendenza a eludere o rifiutare l'apprendimento e la scuola. Spesso, infatti, difficoltà oggettive (disturbi visivi, uditivi, disturbi di apprendimento etc.) vengono confusi con "pigrizia" o poca buona volontà del bambino.
Qualora esistano problemi specifici come deficit neurosensoriali, deficit cognitivo, disturbo di linguaggio o situazioni psicopatologiche o di svantaggio culturale o sociale, è consigliabile consultare il Neuropsichiatra Infantile o lo Psicologo al fine di valutare se il bambino sia effettivamente pronto all'inserimento nella scuola primaria o se invece è preferibile aspettare ancora un anno per permettere una maggiore maturazione.

COME VIENE EFFETTUATA LA VALUTAZIONE
Per valutare se esistano problemi specifici che possano ostacolare l'inserimento nella scuola primaria, ci si avvale di accertamenti clinici come l'accertamento dei difetti visivi e uditivi. Si può inoltre verificare la presenza di eventuali disturbi cognitivi attraverso una batteria di test composta da test di intelligenza, test neuropsicologici (che misurano principalmente le abilità di linguaggio, le abilità visuo-spaziali e i prerequisiti delle competenze accademiche) e interviste cliniche psicopatologiche. La metodologia comprende un'attenta valutazione clinica, una osservazione prolungata del comportamento e la capacità di portare a termine compiti con carta e matita, adatti alle capacità e all'età del bambino, nonché il colloquio con i genitori, gli insegnanti e quanti si prendono cura del bambino. 

COME GESTIRE LE DIFFICOLTÀ DEL BAMBINO
In caso di positività ai test e di presenza di problemi specifici è necessario pianificare ed attuare un intervento abilitativo e/o terapeutico personalizzato, adeguato alle difficoltà del bambino emerse nella valutazione e prevedere, nel caso, un piano educativo specifico. Potrebbe essere utile l'inserimento di un tutor specializzato che possa fornire al bambino strategie efficaci sul metodo di studio per facilitare il suo adattamento e inserimento nell'ambiente della scuola a allo studio.

QUAL È IL COMPORTAMENTO PIÙ ADATTO
In genere l'inserimento nella scuola primaria avviene con naturalità ed il bambino percepisce il passaggio dalla scuola dell'infanzia alla primaria come un momento di crescita gratificante per lui, che si sente "grande". Tuttavia, è importante facilitarlo spiegando e rendendo prevedibile tale passaggio, a partire dalla conoscenza reale di spazi, persone e contesti che andrà ad incontrare.
In molte scuole, sia dell'infanzia che primaria, già nell'ultimo anno di infanzia gli insegnanti portano i bambini a visitare le aule, gli insegnanti e le attività della Prima classe della scuola primaria. Quando poi avrà inizio la frequenza in prima classe, il bambino dovrà essere informato con cura sui tempi, le regole, le attività integrative e andrà rassicurato sulla possibilità di mantenere ancora spazi e tempi dedicati al gioco ed alla ricreazione. Occorre inoltre aiutare il bambino a trovare la corretta modalità di comunicazione e relazione con eventuali bambini di lingua e cultura diversa dalla propria o con bambini diversamente abili presenti nella sua nuova classe.
Nel caso di un bambino che presenti difficoltà specifiche, dovranno essere avviati tempestivamente i piani di intervento previsti per il suo caso, in modo da favorirne l'adattamento scolastico sin dalle prime fasi del suo inserimento nella scuola primaria.


a cura di: Floriana Costanzo, Simonetta Gentile
Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza
In collaborazione con: