Il ruttino

L'eruttazione serve per espellere parte dell'aria che i neonati e i lattanti tendono a ingoiare mentre si nutrono. Ecco alcuni consigli per evitare al bambino coliche gassose e irritabilità
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25 giugno 2019

Nelle prime settimane di vita, la nutrizione, al seno o con latte di formula, può creare qualche ansia e non c'è mamma (e spesso anche papà!) che non si sia posto qualche domanda sul ruttino.
"Che succede se non lo fa?", "Lo posso mettere nella culla a dormire anche se ancora non lo ha fatto?".

PERCHÈ ESISTE IL RUTTINO
L'eruttazione serve per espellere parte dell'aria che i neonati ed i lattanti tendono a ingoiare mentre si nutrono. Alcuni bambini, specie quelli allattati artificialmente, deglutiscono molta aria e non riuscendo ad espellerla con l'eruttazione, possono più facilmente andare incontro a coliche gassose e diventare irritabili.

COSA FARE PER FAVORIRE IL RUTTINO NEL LATTANTE
Per cercare di far espellere l'aria ingoiata in eccesso e favorire il ruttino, ponete il bambino in posizione verticale appoggiato al vostro petto, tenendolo con una mano e, con l'altra, date piccole pacche sulla schiena. Per salvare il vostro vestito dai rigurgiti sempre in agguato, è sempre opportuno appoggiare un asciugamano sulla vostra spalla.
Talora un lattante può apparire molto irrequieto durante tutta la poppata; in questi casi, sospendete temporaneamente anche 2-3 volte l'allattamento ed effettuate la suddetta manovra per favorire l'eruttazione.
Nei primi sei mesi di vita, è opportuno tenere il bambino in una postura eretta per circa 15 minuti al termine di ogni poppata per favorire il ruttino ma non preoccupatevi se non viene fatto: alcuni bambini fanno molti ruttini mentre altri solo occasionalmente; trascorso questo tempo, il bambino potrà comunque essere messo a fare la nanna.
Crescendo e cambiando l'alimentazione è possibile che il vostro bambino smetterà di eruttare così frequentemente; non vi preoccupate, è tutto normale, vuol dire che ha imparato a ciucciare più voracemente deglutendo meno aria.


a cura di: Antonino Reale
Unità Operativa di Pediatria dell'Emergenza
In collaborazione con: