Ricovero dei bambini in Ospedale: accoglienza, accompagnamento e orientamento delle famiglie

Per rendere meno traumatico possibile il ricovero dei piccoli pazienti, i volontari aiutano le famiglie già prima dell'arrivo in Ospedale, continuando il percorso durante il ricovero
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01 dicembre 2020

CHE COS'È E PERCHÉ ORIENTARE E ACCOMPAGNARE LE FAMIGLIE
Il momento del ricovero in Ospedale di un bambino è senz'altro uno dei momenti più delicati che la sua famiglia deve affrontare. Lo è per il bambino che improvvisamente si ritrova in un ambiente non familiare, lontano da casa, lontano dai suoi amici e dai suoi giochi. Lo è per la sua famiglia che, in un ambiente nuovo e sconosciuto, deve cercare di creare intorno al bambino un clima tranquillo e sereno.
Lo è anche per il personale sanitario, che da quel momento dovrà mettere in atto tutte le sue risorse e capacità per conoscere il piccolo paziente e garantirgli un'adeguata assistenza medica, fino al giorno in cui verrà dimesso.
La famiglia va aiutata in questo momento con un'accoglienza, un accompagnamento e un orientamento adeguati all'interno dell'Ospedale. È un aiuto determinante per la buona riuscita del percorso di cura del bambino ricoverato.
Sono essenziali a questo fine:

- I rapporti interpersonali che vengono a crearsi tra bambino, famiglia e personale sanitario;
- La qualità delle informazioni che vengono fornite;
- Il coinvolgimento della famiglia nell'indirizzare e nel realizzare il percorso di cura;
- Il comfort dell'ambiente.

È quindi indispensabile che il personale sanitario sia capace di costruire fin dall'inizio del ricovero in ospedale del bambino una relazione di fiducia e di collaborazione con la famiglia, che sappia assicurare una comunicazione efficace e rispettosa e che sia così in grado di ridurre lo stress da ospedalizzazione.
Allo stesso tempo, ovviamente, il personale deve poter fornire un'assistenza sanitaria che risponda ai migliori standard qualitativi della pediatria, basata sulle prove di efficacia e sulle ricerche scientifiche cui l'Ospedale dedica una particolare attenzione.
Ma il personale sanitario da solo non basta. I Volontari del nostro Ospedale hanno un ruolo attivo specificamente dedicato all'accoglienza e all'acquisizione dei bisogni delle famiglie nella fase del primo accesso in Ospedale.

COME AVVIENE L'ACCOGLIENZA DELLA FAMIGLIA
Per rendere il meno traumatico possibile l'ingresso in Ospedale e il ricovero del piccolo paziente, i Volontari avviano una relazione di aiuto già prima dell'arrivo in Ospedale. Infatti, la famiglia viene contattata telefonicamente e, oltre a dare un aiuto per eventuali esigenze pratiche (come raggiungere l'ospedale, i problemi di alloggio, di parcheggio, ecc.) si concordano i dettagli di un appuntamento all'ingresso dell'Ospedale.
Il Volontario accoglie il piccolo paziente al suo arrivo mettendo la famiglia a proprio agio e l'accompagna all'Unità di degenza mettendola a conoscenza dei servizi di supporto alla famiglia offerti dall'ospedale. Fornirà tutte le informazioni verbalmente e consegnerà degli opuscoli con ulteriori spiegazioni.
Il Volontario, fisicamente presente presso lo sportello dell'Ufficio Relazioni con il Pubblico, è a disposizione e ha il compito di accogliere, orientare e accompagnare ma soprattutto di ascoltare le famiglie laddove ci siano problemi. Se necessario, richiederà l'intervento del personale dell'Ospedale.
Le famiglie si sentono così rassicurate, il loro arrivo in ospedale è meno traumatico e il bambino affronta più serenamente il ricovero. Il contatto iniziale con l'Ospedale è positivo e la famiglia non si sente abbandonata a sé stessa, il rapporto di fiducia che si viene a creare metterà le basi per un ricovero a misura di bambino.
In particolare, la famiglie straniere possono usufruire di un'accoglienza e di un orientamento indispensabile alla loro condizione di estraneità al luogo e alla organizzazione ospedaliera, se occorre con l'aiuto di un mediatore interculturale.
Il punto fondamentale di accoglienza, orientamento e accompagnamento delle famiglie risiede proprio nella tempistica, ovvero nel fatto che l'accoglienza comincia già da casa, dal giorno precedente il ricovero, quando il volontario chiama per offrire il proprio aiuto. Sostanzialmente, i volontari, anticipando l'avvio della "relazione di aiuto" favoriscono la comunicazione e la fiducia tra l'Ospedale e famiglia.


a cura di: Silvia Ranocchiari
Accoglienza, Volontariato e Mediatori Culturali
In collaborazione con: